Ho problemi alla schiena ed il mio medico ha pensato di poterli risovere con l'aiuto di un dottore in fisioterapia in grado di riequilibrare il mio sistema muscolare.
E così ieri ho avuto la mia prima seduta di R.P.G.
Io pensavo che la ginnastica posturale fosse una cosa tranquilla, tipo "alza le braccia" o al massimo "piega le ginocchia" e non ero pronto ad affrontare una tortura cinese.
Per prima cosa ci si deve spogliare e rimanere in mutande.
Ora, io in mutande non sono un bello spettacolo, ma soprattutto evito di specchiarmi quando sono in tenuta adamitica. Ma lì c'era uno specchio enorme e la vista della mia figura riflessa ha avuto in me un impatto terapeutico devastante: mi è di colpo passato il mal di schiena e mi è venuta una specie di sindrome maniaco-depressiva, con propensione al suicidio che ho cercato di attuare immediatamente, provando a trattenere il fiato per 30 secondi. Niente da fare!
Il medico mi ha fatto stendere su un lettino e mi ha quindi appeso le gambe ad una corda che lui ha tirato fino a farmi assumere la figura del "quarto di manzo" tipica delle macellerie di una volta.
In questa comoda posizione, con la schiena e la testa sul lettino e le gambe che formavano un angolo retto col resto del mio corpo, i miei polpacci e cosce hanno presto perso la pazienza ed avrebbero voluto andarsene su un'altro corpo.
Quando i dolori erano al massimo ho iniziato ad avere delle visioni:
"uomini selvaggi, completamente nudi, con indosso solo una cravatta originale Armani, tentavano di catturare un maiale con la mia faccia e le mie mutande, intonando Piccolo grande amore, di Claudio Baglioni. Alla fine uno è riuscito a bloccare il maiale con la mia faccia e le mie mutande, e con uno scintillante macete acquistato all'IKEA ha sferrato il colpo di grazia, sulla noce del capocollo. Tra urla disumane e schizzi di sangue, improvvisamente l'orrenda bestia si è trasformata nella creatura più bella del sistema solare. Una sorta di Naomi Campbell di 18 anni, ma con ancora meno cervello, e, soprattutto, senza le mie mutande."
A quel punto sono tornato in me e, con un senso di sereno ottimismo sono sceso dal lettino e mi sono orgogliosamente specchiato: ero ancora io, sempre io, con la mia faccia su un corpo da Porchetta di Ariccia, ma ero io. Ed avevo ancora le mutande ed il mal di schiena, ma adesso anche un intorpidimento degli arti inferiori ed uno stato confusionale, a detta del medico, passeggero.
Chissà se sarò globalmente rieducato nella postura!?
Quel che è certo è che mi sono abituato alla vista di me stesso ed ora tendo ad accettare il mio corpo con i suoi pregi ma anche i suoi difetti.
Dopo aver fissato un nuovo appuntamento, ho ringraziato il dottore e sono uscito.
Prima di tornare a casa sono passato dal mio amico ambulante per vedere se gli era arrivato qualche nuovo DVD. Era lì, con un sorriso bianchissimo stampato sul suo bel volto africano. Elegantemente vestito e con una splendida cravatta rosso-porpora, mi saluta più affettuosamente del solito mostrandomi con fierezza la nuova merce arrivata. Niente DVD, ma solo oggetti africani, tra i quali scintillava un macete col cartellino con la scritta "Veddinge - IKEA - Made in Sweden". Schernendolo gli ho fatto notare che il suo macete africano era Made in Sweden e allora lui senza scomporsi prende il macete e, canticchiando "quella sua maglietta finaaaa...", sostituisce il cartellino con uno con la scritta R.P.G. e mi mostra la marca della sua cravatta rosso-porpora: Giorgio Armani!
Good Bye Brother.